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martedì 23 giugno 2015

La Rusumada Varesotta

Il termine Rüsümada deriva dalla parola dialettale russ d'oef (rosso d'uovo).
Era una "colazione" o un energetico, più che un dolce, e poteva essere consumato da chiunque vista la povertà degli ingredienti.
Come spesso accade nelle nostre zone, se abbinato ad una buona grappa o a un bicchiere di vino può essere considerato l'Oki task dei nostri nonni!

* ATTENZIONE: essendo una ricetta che prevede l'utilizzo di uova a crudo, è consigliabile l'utilizzo di uova fresche, possibilmente di qualche contadino del proprio paese.



Ingredienti:
un uovo.

Montare a neve il bianco dell'uovo, mentre si mescola energicamente il tuorlo con lo zucchero, sino ad ottenere un composto spumoso. Aggiungere il bianco dell'uovo e mescolare dal basso verso l'alto per non smontare la spuma.

E' possibile aggiungere le seguenti "varianti":

- un cucchiaio di vino rosso fermo, possibilmente liquoroso
oppure
- un cucchiaio di marsala
oppure
- una tazzina di caffè

La tazzina di caffè era la variante preferita di mio nonno, varesotto D.O.C.G., che adorava mangiare la rusumada col caffè alla domenica mattina. Il sapore ottenuto da questo mix era qualcosa di simile ad una crema spumosa di caffè e crema.

Chiscieau cunt i fig

Il chiscieau  è una ricetta di cui non avevo la minima conoscenza sino a qualche giorno fa, quando ho chiesto a mia nonna di illustrarmi alcuni dei piatti strettamente tipici delle nostre zone.
Questo dolce è tipico di Cassano Magnago (Va).
Durante la guerra, la madre di mia nonna, che lavorava in un forno, era solita chiedere al proprietario di poter usare gli avanzi di pasta di pane per produrre il cosiddetto Chiscieau, e così facevano anche le altre donne che vi lavoravano.
Il chiscieau (letto Chisciò) era composto da questa pasta di pane amalgamata con burro, zucchero e fichi. Non mancava anche la frutta secca come noci e pinoli ed eventuali altre frutte di stagione, qualora ve ne fossero di avanzate. La pasta di pane veniva quindi amalgamata e schiacciata, da qui il termine 'chiscieau, lo schiacciato.
Mi raccontava che spesso sua madre doveva nasconderlo per tornare a casa, per evitare che venisse requisito.

Non si tratta di una ricetta "tipica", ma strettamente legata alla storia della città e di tante altre persone che ci hanno vissuto, in primis le stesse donne che lavoravano con la madre di mia nonna (si parla della prima metà del '900).

Ingredienti :
* attenzione, preparare la pasta madre due giorni prima, è possibile sostituire con lievito di birra *


Pasta di Pane
- Farina 0 - 200g
- Farina 00 manitoba - 100g
- Pasta Madre* - 75g (50g farina di tipo 0 integrale + 25ml acqua tiepida)
- 190g acqua fredda
- un pizzico di sale
Zucchero o Miele
Burro
Fichi maturi

* sostituibile con lievito di birra, seguendo le istruzioni dello stesso
Pasta madre
Mescolare 50g di farina integrale con 25ml di acqua tiepida (non caldissima), infarinare un barattolo e inserire la pallina appiccicosa così ottenuta. Lasciar riposare in un luogo intorno ai 25 gradi per almeno 48 ore.

Il chiscieau
Per produrre la pasta del pane, fare riferimento a questo sito: Pane rustico a lievitazione naturale, sostituendo il lievito liquido con la pasta madre.
Una volta pronta la pasta di pane, prima di infornare, aggiungere i fichi tagliati a pezzi e sbucciati e amalgamare: non importa se si rompono. Includere anche dei dadini di burro e dello zucchero o miele, e schiacciare l'impasto ottenuto fino ad averne un impasto alto 1 o 2 cm.

La cottura 
Il chiscieau veniva cotto nei forni del prestinèe ovvero del panettiere. Per emulare la cottura nei forni,
Accendere il forno a 250° statico e inserire un pentolino pieno di acqua. Quando il forno è alla temperatura corretta, infornare nella parte bassa del forno praticando dei tagli sulla superficie e bagnarli con del latte.
Dopo 15 min. abbassare a 200° e verificare che l'acqua sia completamente evaporata, altrimenti togliere il pentolino, cuocere per altri 15 minuti, poi abbassare a 180° e continuare a cuocere con il forno leggermente aperto. Verificare sempre che non si bruci, ogni cottura dipende anche minimamente dalla quantità di umidità della pasta di pane, per cui può cambiare.

* Qualora si volesse semplificare il processo, è possibile richiedere in panetteria o al supermercato della pasta di pane già pronta per essere cotta.

mercoledì 3 settembre 2014

10 cose che noi Italiani ci dimentichiamo di saper fare



In un mondo che ci impone la globalizzazione (ci impone, poichè è l'Italia a doversi adeguare alle mode del momento) ci dimentichiamo troppo spesso di quali caratteristiche l'Italia abbia.

1. L'Italia sa ricercare la Bellezza.

Quanto spesso ci dimentichiamo che l'Italia è una grande bellezza anche dal punto di vista estetico? Mentre ci facciamo globalizzare ed invadere da diete ipercaloriche di stampo americano - e dalle consecutive e disastrose diete - ci dimentichiamo che la dieta mediterranea ci assicura il quarto posto per aspettativa di vita al mondo (per i più scettici vedere qui).
I canoni della bellezza italica sono molto simili a quelli della grecia classica, pattern facciale ancora a lungo nei trend della chirurgia estetica mondiale.

2. L'Italia sa mangiare bene (e con gusto!).

Se ci dimentichiamo spesso di essere "belli" ancora più spesso ci dimentichiamo di saper mangiare bene. Accecati dalla frustrazione ci accontentiamo spesso di all you can eat di scarsa qualità, sappiamo cucinare dei notevoli noodles ma non saremmo in grado di fare una discreta pasta della pizza.
Eppure la cucina italiana è stata da sempre invidiata, e forse proprio per questo motivo "sotterrata" dalle globali mode del momento.
Nessuno vorrebbe un italiano - o una italiana - che non sappia cucinare, o no?
Quindi viva la dieta mediterranea e il gusto che il mondo ci invidia!


3. L'Italia profuma di Storia e Archeologia.

L'Italia è come la Grecia: è tanto facile scorgere tali bellezze che ormai non ci curiamo nemmeno più che esistano. L'Italia vive nella fantasia dei popoli esteri come un luogo "piccolo" ma trasudante cultura e storia da tutti i pori. Non esiste città, in Italia, che non vanti una origine millenaria e che non ne porti in qualche modo degli orgogliosi resti.
L'Italia è tanto abituata alla storia che non se ne cura nemmeno quando la trova passeggiando per le vie del centro di Milano. Tuttavia, quando un Italiano viaggia in molte altre parti dell'estero, in città dalle radici meno mantenute - come ad esempio Oslo -, è chiara e soffocante l'assenza di storia e di provenienza culturale.

4. L'Italia sa usare la Simpatia, è cafone al punto giusto.

Il pregiudizio estero (e italiano) verso l'Italiano stesso rientra spesso nell'aggettivo "cafone". L'Italiano trascina le ciabatte verso il mare, parla a voce alta, ride sguaiatamente e mangia come se fosse il piacere più alto della lussuria. L'Italiano fa la scarpetta nel piatto, ci prova con donne al di sopra delle proprie possibilità, crede sempre di avere l'idea che cambierà il mondo. Siamo sicuri che attualmente l'italiano medio possa definirsi cafone? Forse un tempo sì, quando lo stereotipo dilagante voleva un gentleman dalle fattezze inglesi, intento a bere il the delle 5 senza risucchio.
Attualmente lo scettro del cafone appartiene, ahimè, ai tanto "poco simpatici" turisti inglesi, olandesi e tedeschi che si divertono a soggiornare sui nostri monumenti addormentandosi, emettendo rumori corporei e sputacchiando un mix letale di alcool e grasse patatine da 50 centesimi.
Gli Italiani sono ormai così troppo cortesi che si vergognano di dire loro che il porcile di Nonno Ubaldo era più aggraziato di quegli ammassi di corpi senza ordine.
L'Italiano sa usare la simpatia, in qualsiasi cosa esso faccia. Noi Italiani abbiamo una capacità di variare tra ironia, satira e umorismo vero e proprio, tanto che la letteratura goliardica vanta origini italiane. L'Italiano spesso tende ad odiare i suoi compatrioti perchè li ritiene responsabili degli scempi che vede per strada dimenticandosi che ormai il gentlemen vero è più vicino allo stereotipo italiano che a quello inglese.


5. L'Italia è la culla della Letteratura.

Serve dire ben poco a riguardo, anche se il dilagare di alcune letterature secondarie ha messo in crisi il settore dei libri intelligenti. Tuttavia, l'Italiano sa leggere e ama farlo. Che si tratti del compendio o di 50 sfumature di grigio, l'Italiano legge. Il successo della catena di libri a 0.99 centesimi ne è la prova: l'Italiano ha solo bisogno di trovare un buon rapporto qualità/prezzo.








6. L'Italia è e sa fare Arte.

L'Italia è stata la culla forse del maggior numero di artisti esistenti sull'intero pianeta. L'Italia vanta un numero inimmaginabile di opere d'arte, spesso nascoste nelle case perchè dipinte proprio da nonni, zii, parenti.
L'Italia è abituata al bello e lo sa riconoscere, spesso senza nemmeno accorgersene.
I campi artistici italiani vantano tutt'ora dei bravissimi critici d'arte, dei notevoli curatori, dei grandi artisti.






7. L'Italia è e sa fare Scienza.


L'Italia, a partire da Leonardo da Vinci sino ad arrivare a grandi menti di questi anni non ha nulla da invidiare all'estero se non un maggiore investimento nella ricerca da parte dello stato.









8. L'Italia è Trascendenza.

 Se l'Italia è patria di scienza, è a sua volta patria di trascendenza, religione, misticismo.
L'Italia è terra di profeti, santi ed eroi ed è per questo che non trascura le sue origini e la ricerca di una profondità interiore non solo in ciò che può essere conosciuto, ma anche oltre, alla ricerca di un senso e una trascendenza superiore




9. L'Italia sa convivere con l'Eclettismo del suo popolo.

 L'Italia ha sempre convissuto sotto una duplice emozione: la felicità di riprendere possesso di una Italia in quanto tale, come fu per l'impero romano e l'infelicità di popoli ormai troppo diversi e culturalmente opposti. L'Italia ha però imparato a convivere nel rispetto, portando feste popolari meridionali al nord e tradizioni nordiche al sud, generando un miscuglio eclettico fino ad ora sempre e comunque ben radicato alla propria regione di origine, ed è questo il bello dell'Italia.




10. L'Italia è Tradizione.

Ed ecco la parte più bella dell'Italia: le sue immense tradizioni. I modi di dire, i proverbi, le storie sono diffuse in tutta Italia come a tessere i ricordi di ciò che fu un grande stato e vide numerose guerre.
Le tradizioni Italiane sono state candidate ad entrare nel patrimonio Unesco, ed è per questo che è importante che i giovani vogliano approfondire le tradizioni della propria regione di appartenenza, in modo da non perdere tutto questo.
I dialetti, così come le tradizioni culinarie, le feste di paese e così via sono tesori invidiati dal mondo intero, che l'Italia non deve rischiare di perdere.

mercoledì 16 aprile 2014

Pasquetta: 4 curiosità sulla tradizionale grigliata!

Natale con i tuoi, Pasquetta con chi vuoi.

La Pasquetta, si sa, è da sempre la festa per eccellenza da passare con amici e buon cibo.

Ma qualcuno si è mai chiesto quale fosse realmente il significato del lunedì dell'Angelo?
Se venerdì è il giorno della morte, e la Pasqua (domenica) il giorno della resurrezione.. perchè il lunedì è detto "dell'angelo"?
L'origine di questa festa in termine istituzionale non è molto lontano da noi: la festa fu introdotta nella prima repubblica in modo da poter festeggiare la religiosa e felice Pasqua di domenica senza avere ansie riguardanti il giorno successivo (e lavorativo).
La realtà riguardante il cibo, però, potrebbe essere molto lontana e allo stesso tempo non così "facile" da scovare.

Inizialmente si diffuse la famosa quanto semplice tradizione che il pranzo di pasquetta fosse un po' come un pranzo fatto dai discepoli di Emmaus, ma la realtà è diversa, e il significato pure.
Iniziamo quindi a rispondere a delle semplici domande:


1. E' tradizione mangiare l'agnello a Pasqua e Pasquetta?



In realtà, no. A meno che non siate di origine Ebraica, e ciò ha un altro significato. Ma per i cristiani mangiare l'agnello non è tradizione e men che meno è un obbligo. Con l'avvento del Nuovo Testamento e del sacrificio di gesù, il sacrificio dell'agnello si rivela inutile e sostituibile con "pane e vino", simbolo del sangue e del corpo di Cristo, Agnello in via metaforica.
Questa cosa, ovviamente, funziona anche con il capretto.



Tolto questo dubbio sul cibo da consumarsi, ripercorriamo le azioni tipiche del giorno di Pasquetta:

2. La gita fuori porta 



La gita lontani da casa, sotto forma di pic nic o grigliata in località attrezzate, è niente di meno che la trasposizione dei discepoli di Emmaus a cui appare Gesù risorto.
La pasquetta è un giorno felice, all'aria aperta.
Ma questa tradizione la si può ritrovare ancora prima della Pasqua vera e propria: la resurrezione di Tammuz.
Tammuz, il cui simbolo è il Tau (!), fu un dio onorato ancora dai vecchi profeti, di cui parla persino Ezechiele. La sua morte coincide con l'arrivo delle stragioni fredde, mentre la sua resurrezione coincide con la primavera inoltrata, periodo in cui, guardacaso, cade anche la Pasqua.
Dando un'occhiata alla diffusione della celebrazione di pasquetta, potremo osservare una diffusione "particolare", che copre Australia, Europa, Nord America e Sud Africa.
Cosa hanno in comune queste regioni? Il cristianesimo? Nossignore, il Cristianesimo è diffuso largamente anche in altre zone. La risposta è: l'influenza Anglosassone. 
Le tradizioni pasquali possono tranquillamente, almeno in parte, derivare da Eostre, la dea Germanico-Celtica della primavera il cui simbolo è.. la lepre!
Una variante strana e decisamente macabra la possiamo trovare in Russia.
In Russia è tradizione andare a mangiare, il giorno dopo la pasqua ortodossa, in mezzo alle tombe. In tal modo si genera un connubio tra felicità dei vivi e serenità dei morti.

3. Le cibarie a base di Uova



Un esempio classico è la ormai famosissima torta pasqualina, a base di spinaci, ricotta e caratteristiche uova intere.
Ma cosa simboleggiano le uova? perchè sono così importanti?
Le uova sono un simbolo di fertilità e buon auspicio, tanto che persino in Bulgaria e negli altri paesi dell'Est vengono letteralmente divinizzate nel periodo pasquale: colorate, regalate, appese e mangiate.
Anche la simbologia dell'uovo deriva da Tannuz e Ishtar, soprattutto da quest'ultima che si crede essere uscita, per l'appunto, da un uovo.

4. La ricca grigliata



Partiamo dal presupposto che la chiesa considera peccato mangiare carne rossa il venerdì santo.
La tradizione della grigliata di pasquetta, vista dal punto di vista prettamente cattolico, può simboleggiare il ritorno della felicità e quindi anche della sazietà.
Dal venerdì alla domenica di Pasqua è infatti "peccato" mangiare in modo eccessivo, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo.


giovedì 27 giugno 2013

Eventi e Sagre Insubri || Luglio 2013

Ecco il secondo post dedicato agli eventi nelle province di Varese, Como, Novara e Verbania.
Ecco quindi cosa potremo trovare a Luglio:

[ in continuo aggiornamento ]

5 - 6 - 7 Luglio 2013

Lombardia

Varese

  • 6-7 Luglio 2013 a Penasca di San Fermo || Un borgo da riscoprire.
    Rassegna culturale ed artistica, mercatini ed esposizioni per tutto il borgo, nelle giornate di Sabato e Domenica. Maggiori Informazioni qui: Amici di San fermo
  • 5-6-7 Luglio 2013 a Caronno Pertusella || Festa di Bariola Madonna del Carmine
    venerdì 5 luglio, sabato 6 e domenica 7 alle19.00 apertura della cucina con piatti tipici locali, e alle 21.00 con musica live , fino alle 24.00
  • 5-6 luglio 2013 a Monvalle || BEACH ROCK FEST
    E' nato nel 2001 dall'iniziativa di un gruppo di ragazzi intraprendenti ed entusiasti che per tre giorni animano un efficiente stand gastronomico offrendo carne alla griglia, polli e stinchi allo spiedo, patatine e birra a volontà.
  •   5-6-7 Luglio 2013 a Ternate || Wood-In-Stock
    WOODinSTOCK 2013 si terrà al Parco Berrini di Ternate.
    VENERDI' 5 LUGLIO - Inizio previsto ORE 18.30 SABATO 6 LUGLIO - Inizio previsto ORE 14.30
    DOMENICA 7 LUGLIO - tutto il giorno.
    Per info sulle band: Band Woodinstock
    Al Wood In Stock non saranno presenti solo musica e birra, ma anche artisti, performancer etc.
    Notevole l'idea della corsa per il Parkinson, ricoprendo idealmente i km che ci separano alla luna, chi vuole può correre per donare "strada" alla ricerca contro il parkinson

Como

  • da Giugno al 14 Luglio 2013 a Como || Como città della Musica.
    il 5 e il 7 luglio sarà protagonista il dramma de Il Trovatore
    Sabato 6 luglio, la compagnia Sonics si esibirà con acrobazie aeree mozzafiato e macchine sceniche imponenti

Piemonte

Verbania

  • dal 05/07/2013 al 07/07/2013 a Macugnaga || Fiera di San BernardoArtigianato alpino e walser in una tre giorni ai piedi della Parete Est del Monte Rosa. Arte, cultura, tradizione, enogastronomia, musica, artigianato e divertimento
  •  
     

 12 - 13 - 14 Luglio 2013

Lombardia

Varese

  • Domenica 14 Luglio 2013 a Castiglione Olona || Palio dei Castelli.
    Rievocazione storica con il tradizionale palio dei cerchi e delle botti
  • 12/07 - 14/07 a Golasecca || A tutta Birra!
    Ecco la terza edizione (ovviamente ad entrata libera) della Festa della Birra di Golasecca!
    Pronti a fare tutto il week end da venerdì a domenica nel Campo sportivo di Golasecca, in Viale Europa?
  • 12-13-14 Luglio 2013 a Caronno Pertusella || Festa di Bariola Madonna del Carmine
    venerdì 12 alle 19.00 apertura della cucina e a seguire per tutta la serata  "TRIBUTO A LIGABUE" .
    Sabato 13 e domenica 14 sempre alle 19.00 apertura della cucina a seguire musica live sia per grandi che per piccini , fino alle 24.00

    Como

  • da Giugno al 14 Luglio 2013 a Como || Como città della Musica.
    Il Fantasma tour dei Baustelle, farà tappa a Como l’11 luglio
    Il 13 luglio l’Arena ospiterà la David Parsons Dance Company
    Il 14 luglio, l’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta presenta "Omaggio a Morricone".


    Piemonte

    Novara 

  • 13/07/2013 al 14/07/2013 a Nebbiuno || Sagra del mirtillo.
    La Nuova Pro Loco Nebbiunese presenta una cena, sabato 13/7 ore 19,30, a base di risotto ai mirtilli e altri piatti locali; mentre alle ore 21 si offre una serata danzante.
    Domenica ci sarà un mercatino con mirtilli e altri prodotti locali, e alle 12 si darà inizio ad un gran pranzo con risotto ai mirtilli e altre specialità della zona.
  • Lunedì 15/07/2013 a Recetto || Fiera di Luglio
    il terzo lunedì del mese di luglio cade la fiera annuale allestita lungo via Cavour, via Marconi, Via Torelli, Via Vercellio (piazza Pita).
    Ci saranno le bancarelle e l'esposizione di bestiame.
    La tradizione narra che, durante la fiera, le osterie del paese preparassero la Buseuca (verdure e trippa cotta) da offrire a commercianti e clienti.



19 - 20 - 21 Luglio 2013

Lombardia

Varese

  • Sabato 20 Luglio 2013 a Carnago || Run & Rock.
    Corsa podistica di 6 km con al termine un concerto rock, stand gastronomico (per recuperare le forze perse) e Birra! Partenza ore 20.00, iscrizioni entro le ore 18.30. Ritrovo: Carnago, via vittorio veneto 27
  • 19 - 20/07 a Brinzio || RikyAmiamo 2013.
    Due notti piene di birra, sangria, cocktails, aperitivo al metro, banco gatronomico, in compagnia di ottima musica!
  • 19 -20 -21 Luglio 2013 a Caronno Pertusella || Festa di Bariola Madonna del Carmineultimo week-end di festa venerdì 19 , sabato 20 e domenica 21 , alle 19.00 apertura della cucina e a seguire fino alle 24.00, musica live .
    Domenica 21 alle 23.00 ci sarà l'estrazione dei biglietti vincenti della lotteria.
    Per tutte le sere della festa ci sarà la possibilità per i bambini di pescare alla grande PESCA DI BENEFICENZA e per gli adulti a comprare i biglietti della lotteria .
  • 18-19-20 Luglio 2013 a Venegono Inferiore ||  CO-incidenze sonore
    Zona Mercatale - Via Ciromenotti. Free Entry.
    Ecco la terza edizione di Coincidenze Sonore, che si svolgerà tra il giovedì e il sabato, a partire dalle ore 18.00.
    gio 18: Rock n Roll - Shakers
    ven 19: Reggae - Sun Sooley
    Sab 20: Folk n Roll - Uncle Bard and Dirty Bastards.

Como

  •  20 - 21 Luglio 2013 a Lomazzo || Rievocazione storica della pace di Lomazzo.
    Avrà luogo in questi due giorni, una rievocazione storica della pace di Lomazzo del 1286. Ovviamente tutto in costume d'epoca, accompagnato da stand gastronomici, esposizioni e mercatini.




26 - 27 - 28 Luglio 2013

Lombardia

    Varese  

  • 27- 28 Luglio 2013 a Brinzio || Festa del Pescatore.
    Tradizionale festa del pescatore con piatti tipici a base di pesce a cura della Pro Loco Brinzio.
  • Domenica 28 Luglio 2013 a Somma Lombardo || Cena Medievale
    In tutte le vie e le piazze attorno al Castello Visconti, saranno presenti arcieri, falconieri, espositori e personaggi in costume d'epoca per un singolare tuffo nel passato! 

Como

  •  Domenica 28 Luglio 2013 a Bulgarograsso || Sagra di Sant'Anna.
    Ancora senza un preciso programma, ma forte dei successi ottenuti gli scorsi anni, ecco che la sagra di sant'anna a Bulgarograsso non è da perdere. Per tenere d'occhio il programma: Sagra di Sant'Anna

Piemonte

Verbania

  • il 28/07/2013 a Formazza || Fiera d'Estate
    Fiera organizzata dalla Pro Loco con mercatini artigianali.

venerdì 14 giugno 2013

L'origine Pagana delle feste di Paese || cap. 1, La Gioeubia.

Come ormai avremo notato -chi da quando è nato, chi da quando si è trasferito in queste zone- l'Insubria pullula di feste di paese sia di origine enogastronomica, sia di origine folkloristica.

Ma da dove arrivano questi festeggiamenti? qualche volta dedicati ai Santi, in realtà nascondono una radice ben più profonda.
Tralasciando le feste che da sempre hanno suscitato opinioni controverse a causa della scelta del giorno di svolgimento (Basti pensare al Natale, festeggiato il 25 Dicembre nel giorno di festeggiamento pagano di Mitra e del Sole Invitto), molte sono le feste che suscitano dubbi sulla reale origine religiosa.
In questo primo post dedicato alle feste tipiche, parleremo della Gioeubia.

Foto tratta da VareseNews,
Gioeubia di Lonate Pozzolo,
S. Antonino.



Una di queste strane feste è chiaramente la Gioeubia. Chiamata anche Giubbiana,  Giöbia o Giubiana, rappresenta una vecchia, una strega maligna che viene posta -sotto forma di pupazzo- su un grande mucchio di sterpaglie, e alla quale viene dato fuoco nell'ultima domenica di Gennaio.
E' una festa ormai consolidata nelle zone di Varese/Valle Olona, anche se viene festeggiata anche in altre province come Como, e viene vissuta proprio come una celebrazione di orgoglio cittadino. I ragazzi mangiano tranquilli i piatti degli alpini, in alcuni casi ci si gusta anche un bicchiere di buon Vin Bruleè ma le domande, ahimè, non sorgono spontanee.
In lontananza, un grande fuoco divora una figura di donna anziana legata a ceppi ed erbacce.
Ma da dove nasce questa tradizione?

Trovare spiegazioni oggettivamente pagane a questa tradizione, senza incappare negli "invasati" di magia e usanze celtiche/wiccane, è realmente un'impresa.. ma noi ci proveremo.




La Gioeubia nel Druidismo

Festa Druidica a Stonehenge, un gruppo di
druidichiamati "The King's Drummer"
accompagnano questa figura intorno
alla pietra della "carneficina",
accompagnata da vigorosi
colpi di tamburo.
Photograph © Andrew Dunn,
21 June 2005.
Nella tradizione celtico-druidista di origine Insulare (Gran Bretagna) si usava sacrificare questi fantocci agli dei della caccia e della guerra per propiziarsi una buona sessione.
Usi e costumi del druidismo Gallico, sebbene non proprio spiegato a dovere da Cesare, possono essere riscontrati nel De Bello Gallico.
La zona Insubre, all'inizio del IV secolo a.C. vide l'invasione dei Celti provenienti dalla Gallia e dalla Boemia.
E' probabilmente grazie a loro che le nostre zone hanno assunto questa tipologia di rappresentazioni tipicamente celtiche.
Inoltre *piccola curiosità* alcune forme (ovviamente minime) di "inglese" Gaelico possono essere ricondotte ad alcune forme colloquiali di dialetto Insubre.
Detto ciò, il fantoccio rappresentava inizialmente l'inverno, che attraverso il calore veniva scacciato via dando così il via alle prime coltivazioni e alle prime battute di caccia (fine del letargo animale).




La Gioeubia nel Cristianesimo


Una seconda tradizione vuole la Gioeubia come una figura pagana (dea) bruciata dai primi sacerdoti Cristiani. L'origine tipicamente medievale, però, la vuole come rappresentazione della lotta alle streghe pagane: il termine Giobbia potrebbe essere stato derivato da Giovedì, giornata dedicata a Giove e ricondotta nella letteratura inquisitoria al giorno della riunione per il "Sabba".

La componente più "pagana", però, non fu persa: il significato di "strega invernale" è stato mantenuto per diverso tempo, come significato metaforico del passaggio ad una nuova stagione, nonchè alle giornate più lunghe.
Bruciando quindi "la vecchia annata" si bruciavano i residui di negatività, per poter iniziare un nuovo e -si spera- più proficuo anno.


Il significato Psicosociale della Gioeubia


Foto tratta da VareseNews, Polentata presso la
festa della Gioeubia di Busto Arsizio.

Tempo addietro, la festa della Goieubia era alla stregua di un rituale sciamanico: invocando il tempo mite e un buon raccolto, si girava per tre volte intorno al fantoccio in fiamme, e tutto ciò sarebbe stato di buon auspicio.
La settimana prima della sua accensione, i bambini del paese portavano nella piazza le sterpaglie e i cenci rotti per costruire la gioeubia: venivano accompagnati dai genitori e suonavano un campanaccio per evitare che lo spirito della "vecchia"si avvicinasse ad essi.
Non sembra dannatamente simile alla storia del Babau? BaBau, Uomo nero, Boogeyman o che dir si voglia. Un campanaccio per tenere lontano la negatività, il fuoco per poi distruggerla.
La parte più dolce e "tradizionalista" è caratterizzada dai per-lo-più bambini - oltre a qualche tenero attempato - che buttano tra le sterpaglie i bigliettini con tutte le cose brutte successe.
La vecchia sarà bruciata, e con lei anche tutte le cattiverie e le negatività. 
Ricordo con piacere le mie Gioeubie da bambina. In realtà non capivo cosa dovessi buttare nel fuoco, e presto il mio comune non diede più disposizioni per fare il falò, ma ricordo che mi piaceva moltissimo andare di notte a vedere un grande fuoco.
Era un giorno diverso, un giorno di festa alla fine di un lungo inverno.
Con grande felicità, quest'anno il comune a fianco ha indetto una grande gioeubia tradizionale, con tanto di Alpini e Polentata. L'affluenza è stata fortissima. I sorrisi della gente presente, pure.


Perchè una rivalutazione attuale della Gioeubia, quindi?
La gioeubia è stata in questi anni "tolta" da molte cittadine della provincia a causa di un tentato rinnovamento, o addirittura - in alcuni casi - per le proprietà tossiche del tessuto sintetico bruciato (ma facilmente sostituibile con cartacce non plastificate o foglie).
In realtà, nel corso del 2013, molti sono i comuni che hanno riabilitato questo evento, con un supporto attivo degli alpini e dei loro deliziosi piatti. La Gioeubia è un fenomeno sociale.
Checchè se ne dica, l'inverno è una stagione fredda e porta alla chiusura delle porte, delle finestre e delle case. Questi anni, l'inverno in queste zone è tornato particolarmente rigido, passando dai -6 di Milano e provincia ai -16 notturni di alcune zone boschive, escludendo le zone montane e gli alpeggi ovviamente. La Gioeubia può simboleggiare l'uomo che torna ad aprire la porta del proprio essere per una nuova rinascita, l'uscita dal letargo emotivo che l'inverno - e la multimedialità ossessiva - portano nei nostri cuori.
La Gioeubia, aiutata dal calore del fuoco e dall'inebriante Vin Bruleè - per passare poi dalle ormai note virtù afrodisiache della polenta -, scalda gli animi e si ritorna alla socializzazione primitiva: quella fatta di sguardi, di voci, di contatto, di sorrisi e di profumi.
Quella socialità che stiamo inavvertitamente perdendo, ma che non vogliamo perdere.
La nostra tradizione.