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venerdì 4 settembre 2015

L'origine delle feste di paese || La Rama di Pomm


La Rama di Pomm è una festa popolare di Gallarate, grande e antica città del varesotto.

L'origine della festa è da ricercare nel lontano 1630, quando, dopo la discesa dei Lanzichenecchi nella zona Mantovana, si diffuse la peste nera in quasi tutte le province lombarde. Gallarate non ne fu risparmiata e con le sue poche migliaia di abitanti fu ridotta a poco più di un migliaio di anime salve.

I Gallaratesi, disperati, si rivolsero quindi ad un antico santuario considerato miracoloso sulla via che conduceva a Milano, la cappella del Gesiolo (Madonna in Campagna)
I Gallaratesi fecero voto alla Madonna del gesiolo, promettendole di celebrarne ogni anno una festa della presentazione in cambio della guarigione dal contagio.

il dipinto della Madonna del Gesiolo, parte di un affresco più grande
andato poi perduto.
Venne fissata una data, il 21 novembre, e anche gli abitanti di Verghera promisero un pellegrinaggio annuale verso tale meta nel mese di novembre, affinchè la pestilenza se ne andasse.
La peste scomparve da Gallarate il novembre dell'anno successivo.

Il termine Rama di Pomm si riferisce tuttavia all'usanza di vendere sul sagrato della chiesa spiedi di legno con mele infilzate sopra, in memoria di un melo fiorito miracolosamente proprio dopo la liberazione dalla peste.

Sebbene la tradizione della vendita delle mele sia andata scemando soprattutto negli ultimi anni, i Gallaratesi non dimenticarono mai la grazia ricevuta.


martedì 23 giugno 2015

La Rusumada Varesotta

Il termine Rüsümada deriva dalla parola dialettale russ d'oef (rosso d'uovo).
Era una "colazione" o un energetico, più che un dolce, e poteva essere consumato da chiunque vista la povertà degli ingredienti.
Come spesso accade nelle nostre zone, se abbinato ad una buona grappa o a un bicchiere di vino può essere considerato l'Oki task dei nostri nonni!

* ATTENZIONE: essendo una ricetta che prevede l'utilizzo di uova a crudo, è consigliabile l'utilizzo di uova fresche, possibilmente di qualche contadino del proprio paese.



Ingredienti:
un uovo.

Montare a neve il bianco dell'uovo, mentre si mescola energicamente il tuorlo con lo zucchero, sino ad ottenere un composto spumoso. Aggiungere il bianco dell'uovo e mescolare dal basso verso l'alto per non smontare la spuma.

E' possibile aggiungere le seguenti "varianti":

- un cucchiaio di vino rosso fermo, possibilmente liquoroso
oppure
- un cucchiaio di marsala
oppure
- una tazzina di caffè

La tazzina di caffè era la variante preferita di mio nonno, varesotto D.O.C.G., che adorava mangiare la rusumada col caffè alla domenica mattina. Il sapore ottenuto da questo mix era qualcosa di simile ad una crema spumosa di caffè e crema.

Chiscieau cunt i fig

Il chiscieau  è una ricetta di cui non avevo la minima conoscenza sino a qualche giorno fa, quando ho chiesto a mia nonna di illustrarmi alcuni dei piatti strettamente tipici delle nostre zone.
Questo dolce è tipico di Cassano Magnago (Va).
Durante la guerra, la madre di mia nonna, che lavorava in un forno, era solita chiedere al proprietario di poter usare gli avanzi di pasta di pane per produrre il cosiddetto Chiscieau, e così facevano anche le altre donne che vi lavoravano.
Il chiscieau (letto Chisciò) era composto da questa pasta di pane amalgamata con burro, zucchero e fichi. Non mancava anche la frutta secca come noci e pinoli ed eventuali altre frutte di stagione, qualora ve ne fossero di avanzate. La pasta di pane veniva quindi amalgamata e schiacciata, da qui il termine 'chiscieau, lo schiacciato.
Mi raccontava che spesso sua madre doveva nasconderlo per tornare a casa, per evitare che venisse requisito.

Non si tratta di una ricetta "tipica", ma strettamente legata alla storia della città e di tante altre persone che ci hanno vissuto, in primis le stesse donne che lavoravano con la madre di mia nonna (si parla della prima metà del '900).

Ingredienti :
* attenzione, preparare la pasta madre due giorni prima, è possibile sostituire con lievito di birra *


Pasta di Pane
- Farina 0 - 200g
- Farina 00 manitoba - 100g
- Pasta Madre* - 75g (50g farina di tipo 0 integrale + 25ml acqua tiepida)
- 190g acqua fredda
- un pizzico di sale
Zucchero o Miele
Burro
Fichi maturi

* sostituibile con lievito di birra, seguendo le istruzioni dello stesso
Pasta madre
Mescolare 50g di farina integrale con 25ml di acqua tiepida (non caldissima), infarinare un barattolo e inserire la pallina appiccicosa così ottenuta. Lasciar riposare in un luogo intorno ai 25 gradi per almeno 48 ore.

Il chiscieau
Per produrre la pasta del pane, fare riferimento a questo sito: Pane rustico a lievitazione naturale, sostituendo il lievito liquido con la pasta madre.
Una volta pronta la pasta di pane, prima di infornare, aggiungere i fichi tagliati a pezzi e sbucciati e amalgamare: non importa se si rompono. Includere anche dei dadini di burro e dello zucchero o miele, e schiacciare l'impasto ottenuto fino ad averne un impasto alto 1 o 2 cm.

La cottura 
Il chiscieau veniva cotto nei forni del prestinèe ovvero del panettiere. Per emulare la cottura nei forni,
Accendere il forno a 250° statico e inserire un pentolino pieno di acqua. Quando il forno è alla temperatura corretta, infornare nella parte bassa del forno praticando dei tagli sulla superficie e bagnarli con del latte.
Dopo 15 min. abbassare a 200° e verificare che l'acqua sia completamente evaporata, altrimenti togliere il pentolino, cuocere per altri 15 minuti, poi abbassare a 180° e continuare a cuocere con il forno leggermente aperto. Verificare sempre che non si bruci, ogni cottura dipende anche minimamente dalla quantità di umidità della pasta di pane, per cui può cambiare.

* Qualora si volesse semplificare il processo, è possibile richiedere in panetteria o al supermercato della pasta di pane già pronta per essere cotta.

mercoledì 16 aprile 2014

Pasquetta: 4 curiosità sulla tradizionale grigliata!

Natale con i tuoi, Pasquetta con chi vuoi.

La Pasquetta, si sa, è da sempre la festa per eccellenza da passare con amici e buon cibo.

Ma qualcuno si è mai chiesto quale fosse realmente il significato del lunedì dell'Angelo?
Se venerdì è il giorno della morte, e la Pasqua (domenica) il giorno della resurrezione.. perchè il lunedì è detto "dell'angelo"?
L'origine di questa festa in termine istituzionale non è molto lontano da noi: la festa fu introdotta nella prima repubblica in modo da poter festeggiare la religiosa e felice Pasqua di domenica senza avere ansie riguardanti il giorno successivo (e lavorativo).
La realtà riguardante il cibo, però, potrebbe essere molto lontana e allo stesso tempo non così "facile" da scovare.

Inizialmente si diffuse la famosa quanto semplice tradizione che il pranzo di pasquetta fosse un po' come un pranzo fatto dai discepoli di Emmaus, ma la realtà è diversa, e il significato pure.
Iniziamo quindi a rispondere a delle semplici domande:


1. E' tradizione mangiare l'agnello a Pasqua e Pasquetta?



In realtà, no. A meno che non siate di origine Ebraica, e ciò ha un altro significato. Ma per i cristiani mangiare l'agnello non è tradizione e men che meno è un obbligo. Con l'avvento del Nuovo Testamento e del sacrificio di gesù, il sacrificio dell'agnello si rivela inutile e sostituibile con "pane e vino", simbolo del sangue e del corpo di Cristo, Agnello in via metaforica.
Questa cosa, ovviamente, funziona anche con il capretto.



Tolto questo dubbio sul cibo da consumarsi, ripercorriamo le azioni tipiche del giorno di Pasquetta:

2. La gita fuori porta 



La gita lontani da casa, sotto forma di pic nic o grigliata in località attrezzate, è niente di meno che la trasposizione dei discepoli di Emmaus a cui appare Gesù risorto.
La pasquetta è un giorno felice, all'aria aperta.
Ma questa tradizione la si può ritrovare ancora prima della Pasqua vera e propria: la resurrezione di Tammuz.
Tammuz, il cui simbolo è il Tau (!), fu un dio onorato ancora dai vecchi profeti, di cui parla persino Ezechiele. La sua morte coincide con l'arrivo delle stragioni fredde, mentre la sua resurrezione coincide con la primavera inoltrata, periodo in cui, guardacaso, cade anche la Pasqua.
Dando un'occhiata alla diffusione della celebrazione di pasquetta, potremo osservare una diffusione "particolare", che copre Australia, Europa, Nord America e Sud Africa.
Cosa hanno in comune queste regioni? Il cristianesimo? Nossignore, il Cristianesimo è diffuso largamente anche in altre zone. La risposta è: l'influenza Anglosassone. 
Le tradizioni pasquali possono tranquillamente, almeno in parte, derivare da Eostre, la dea Germanico-Celtica della primavera il cui simbolo è.. la lepre!
Una variante strana e decisamente macabra la possiamo trovare in Russia.
In Russia è tradizione andare a mangiare, il giorno dopo la pasqua ortodossa, in mezzo alle tombe. In tal modo si genera un connubio tra felicità dei vivi e serenità dei morti.

3. Le cibarie a base di Uova



Un esempio classico è la ormai famosissima torta pasqualina, a base di spinaci, ricotta e caratteristiche uova intere.
Ma cosa simboleggiano le uova? perchè sono così importanti?
Le uova sono un simbolo di fertilità e buon auspicio, tanto che persino in Bulgaria e negli altri paesi dell'Est vengono letteralmente divinizzate nel periodo pasquale: colorate, regalate, appese e mangiate.
Anche la simbologia dell'uovo deriva da Tannuz e Ishtar, soprattutto da quest'ultima che si crede essere uscita, per l'appunto, da un uovo.

4. La ricca grigliata



Partiamo dal presupposto che la chiesa considera peccato mangiare carne rossa il venerdì santo.
La tradizione della grigliata di pasquetta, vista dal punto di vista prettamente cattolico, può simboleggiare il ritorno della felicità e quindi anche della sazietà.
Dal venerdì alla domenica di Pasqua è infatti "peccato" mangiare in modo eccessivo, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo.